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Gridword Housegiochi di parole, piano per piano
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Parole mescolate

Lettere in disordine, una sola parola vera, e poi un’altra.

Le stanze di Parole mescolate

Le stanze indicano l’intervallo di lunghezze che attraversano. Le serie dell’ultimo piano finiscono con parole fino a dieci lettere.

Piano 1 · Facile

Sei parole di quattro o cinque lettere.

Piano 2 · Medio

Otto parole, lunghe tra cinque e otto lettere.

Piano 3 · Difficile

Otto parole, lunghe tra sei e dieci lettere.

Come si gioca

Le lettere di una parola sono mostrate in una fila disordinata. Toccale nell’ordine giusto per comporre la parola, oppure scrivile con la tastiera. Tocca una lettera già piazzata per rimandarla indietro, o usa Backspace. Quando la parola è completa e giusta compare il miscuglio successivo; una stanza è una serie di sei o otto parole che si allungano man mano.

Le parole di questo gioco sono state scelte apposta: con le loro lettere l’elenco ammette una parola soltanto. Quindi nessuna risposta corretta viene respinta perché il gioco ne aspettava un’altra, e la fila mescolata non forma mai, per caso, una parola vera.

La strategia che funziona

  • Mescola le lettere. Un ordine nuovo rompe l’incantesimo del primo. Con la tastiera si mescola con la barra spaziatrice.
  • Metti da parte le finali. In italiano cerca prima tra le tessere -ZIONE, -MENTE, -ARE, -ERE, -ETTO o una vocale finale, poi lavora su ciò che resta.
  • Abbina le consonanti che stanno bene insieme. CH, GH, GN, GL, SC, ST, TR e QU sono molto più probabili di coppie a caso, e le doppie (TT, LL, SS, ZZ) sono comunissime.
  • Alterna consonanti e vocali. Le parole italiane hanno un ritmo regolare: disponi le consonanti e infila le vocali in mezzo, la forma della parola appare in fretta.
  • Dilla ad alta voce. Pronunciare a metà un miscuglio spesso fa trovare la parola all’orecchio prima che all’occhio.

I tre piani

Al piano 1 una stanza propone sei parole corte, di quattro o cinque lettere. Al piano 2 diventano otto, tra cinque e otto lettere; al piano 3 sempre otto, ma tra sei e dieci. Si tratta di parole che si usano ogni giorno: quando un miscuglio è duro, è per quante lettere contiene, non per un vocabolo raro.

Perché serie e non parole singole

Un singolo anagramma si risolve in pochi secondi oppure non si risolve affatto. Una serie dà forma alla stanza: le prime parole ti scaldano, quelle di mezzo trovano un ritmo, e le ultime una o due chiedono vera pazienza. I pallini sopra le tessere mostrano a che punto della serie sei, e una serie lasciata a metà viene salvata, così puoi tornare all’ultima parola con occhi freschi.

Domande

Un miscuglio può avere due soluzioni?

No. Ogni soluzione è controllata su tutto l’elenco di parole accettate: le sue lettere formano esattamente una parola.

Che cosa fa l’aiuto?

Piazza per te la lettera giusta successiva. Gli aiuti vengono contati nel risultato.

Posso saltare una parola?

Non dentro una stanza: le parole arrivano in ordine. Puoi usare gli aiuti o tornare più tardi; il punto in cui sei arrivato nella serie viene salvato.

Perché al piano 3 alcune parole sono così lunghe?

Qui la difficoltà è la lunghezza. Le serie dell’ultimo piano finiscono con parole di nove o dieci lettere, comunque comuni.

Gli accenti contano?

Sì. À, È, Ò e le altre lettere accentate sono lettere a sé sulle tessere, esattamente come nella parola scritta.

La forma delle parole: come sono costruite le parole italiane →